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Politica energetica ticinese


Consigliere si Stato Claudio Zali, quali sono le caratteristiche della politica energetica ticinese?
Il Cantone Ticino ha definito la sua politica energetica dei prossimi anni con il Piano energetico cantonale (PEC), adottato dal Consiglio di Stato nell’aprile 2013. Con questo strumento si è definito un piano d’azione composto da provvedimenti volti a diminuire i consumi e le emissioni di CO2 e a diversificare la produzione e l’approvvigionamento energetico.

Il PEC è in linea con le prerogative della politica federale e pertanto si prefigge di perseguire di adottare, promuovere e incentivare misure di efficienza, efficacia e risparmio energetici e di incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, senza una gerarchizzazione tra gli obiettivi di conversione energetica e quelli volti al contenimento dei consumi.

Come promuovete le energie rinnovabili?
Nel 2011 il Cantone Ticino ha avviato un programma cantonale quadriennale da 35 milioni di franchi per promuovere l’efficienza energetica degli edifici e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, armonizzato con il “Programma Edifici” della Confederazione. Inoltre da aprile 2014 è attivo il Fondo per le energie rinnovabili (www.ti.ch/fer) che promuove la realizzazione di impianti che producono energia elettrica rinnovabile, in particolare il fotovoltaico, nonché progetti di ricerca e attività comunali nell’ambito dell’efficienza energetica.

Qual è il potenziale del Suo Cantone nel settore delle energie rinnovabili?
In relazione alla produzione di energia elettrica l’analisi settoriale svolta ha permesso di individuare un potenziale in Ticino di 5250 GWh, di cui il 78% dal settore idroelettrico e oltre il 15% dal fotovoltaico. Per quanto riguarda la produzione di energia termica, il potenziale in Ticino ammonta a 2230 GWh, di cui oltre il 60% è da attribuire al settore dell’energia solare.

Cosa ne pensa della Strategia energetica 2050?
Pur condividendo gli obiettivi generali di efficienza e di risparmio energetici e di incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili contenuti nella Strategia energetica 2050, per altro completamente in linea con il PEC, ritengo che essa sia stata prettamente orientata al settore degli edifici e della produzione di energia elettrica e meno alla produzione di energia termica e solo marginalmente a quello della mobilità, pur essendo questo settore che determina ca. 1/3 dei consumi in Svizzera e una fonte molto importante di emissioni di CO2.

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